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Fifteen minutes in a Venetian park

Fifteen minutes in a Venetian park

The photos below are taken in fifteen minutes, walking about 200m.

Bicycles in Berlin

Bicycles in Berlin

I’ve been bicycling all my life, and its one of the very few things I miss here in Venice. Berlin, on the other hand, is full of bicycles.

Berlin 25 years later

Berlin 25 years later

Child playing on the Kurfũrstendamm

In July 1990 I bicycled from Copenhagen to Prague, and I passed Berlin on the way. This was done eight months after the fall of the wall, but some month before the reunification, so I spent a week mostly in the DDR.

I entered the city at the northern end of the wall, where workers had removed a small wall segment blocking a road, and I crossed the border while some workers were clearing out 30 years’ growth of trees and shrubs, while others were laying new asphalt on the soon to be reopened road.

As I pedalled through the western part of the city, at some point I noticed that it had changed somehow, and I stopped to figure out where I were.

I was on Unter den Linden, well inside eastern Berlin.

Somewhere I had crossed the border again, but I have no idea where. In just eight months large parts of the hated wall was removed, to a point where I didn’t even notice crossing it.

This month I went back, to attend the ITB Berlin travel fair, but I decided to stay three more days to see a bit more.

While I walked many of the same places, I didn’t recognise one single place.

I have no photos from back then, but Berlin 25 years later could just as well be another city.

Lio Piccolo 

Lio Piccolo 

While I’ve kayaked a lot around much of the lagoon, I’ve never been to some of the northernmost parts. My friend Selina took me up there by car, looking for flamingos.

Drowning in silence

Drowning in silence

A man was drowning besides me in the hospital pool, and I didn’t know what to do to save him.

Annegare in silenzio

Annegare in silenzio

Un ragazzo giovane di 21 anni è morto annegato in Canal Grande di fronte alla Stazione. Nessuno capiva che stava morendo e l’aiuto è arrivato troppo tardi.

“Rifiutava il salvagente” viene ripetuto nei giornali, quindi suicidio.

Io ho visto un uomo annegare a due metri da me in piscina.

Per fortuna è stato salvato da una persona più svelta di me ed è uscito vivo dalla piscina, anche se scosso.

Ero in ospedale qua a Venezia, per la riabilitazione dopo un ictus e facevo esercizi in piscina.

Accanto a me nella parte più profonda c’era un signore anziano, credo immigrante come me Mentre io ero concentrato sui miei esercizi, percepivo comunque con l’angolo dell’occhio che lui era tutto fermo in acqua. Mi giro e lo vedo a testa in giù, braccia allargate in superficie, che galleggiava completamente immobile.

Mi passavano tanti frammenti di pensieri strani per la testa, ma prima di essere riuscito a fare due più due, è arrivato il fisioterapista di corsa, si è buttato in acqua e ha tirato su la testa dell’uomo.

Tutto questo è successo in pochi secondi, in un silenzio perfetto. Nessuno ha detto niente e non credo che gli altri pazienti nella piscina si sono accorti di niente, prima che il fisioterapista si fosse tuffato in acqua, vestito e tutto.

Solo allora ho capito fino in fondo che cosa stava succedendo e quali potrebbero essere state le conseguenze.

Io non avrei salvato quell’uomo in tempo. Mi si stringe ancora il cuore a pensarci.

Non per cattiveria, per carità. Al contrario, il signore mi stava anche simpatico. Non l’avrei salvato per lentezza mentale o per impreparazione. Quando il fisioterapista è intervenuto, io non avevo ancora capito quanto fosse grave la situazione. Ero in uno stato confusionale, c’era sì qualcosa che non andava ma non capivo che cosa e quindi non agivo. Pensieri come “annegamento” e “morto” non si erano ancora formati nella mia testa. Ho capito solo dopo, quando il fisioterapista era già in acqua.

Non so quanto tempo ancora il povero signore avrebbe dovuto aspettare per essere salvato da me. Spero poco, ma onestamente non lo so dire. Forse sarebbe annegato là accanto a me.

Nessun altro nella piscina si era accorto di niente.

Se non fosse stato per il fisioterapista bravissimo, il signore potrebbe essere morto là, in piscina in ospedale. A me sarebbe bastato stendere un braccio per toccarlo. Non l’ho fatto. Non l’ho fatto perché non capivo.

Annegare non è un evento violento, drammatico, rumoroso.

Si annega in silenzio, immobili, a volte pochi metri da chi potrebbe salvarci.

Leggete per favore: “Annegare Sembra Non Annegare” di Mario Vittone.  Forse un giorno salvate una vita.

Winter in Venice

Winter in Venice

Winter light is different, even if the weather isn’t very wintery here in Venice now. These photos are from a tour on December 27th around the city.

Gilberto Penzo: La gondola

Gilberto Penzo: La gondola

“La gondola” by Gilberto Penzo is the definitive book on the Venetian gondola, but it has been out of print for years. A second edition has now been published.

Black and white photography

Black and white photography

The Salute church in Venice
The Salute church in Venice

Martina and I went and did another photography class with Marc de Tolenaere – this time on black and white photography.

Much of the focus was technical: correct exposure and post production.

We talked about Ansel Adamszone system, and the need to make sure that important areas of the composition aren’t too dark so details are lost, or too bright.

Since our digital cameras have colour sensors, we need to convert the photos to black and white. To make the photos work, Marc taught us to work on the histogram, and restrict it by reducing contrast globally, and then widening it by increasing contrast locally. This will make the photo sharper without having areas go too dark or too bright, so details are lost.

Venetian fairground

Venetian fairground

Every Christmas there’s a fairground in Venice, in the Riva dei Sette Martiri, for small children.